INFORMAZIONE

L'articolo 6 del Decreto Legislativo n° 313 del 2 settembre 1997, ha modificato l'articolo 74 del DPR 633 del 26/10/1972 (e successive modificazioni) che regolano la disciplina IVA relativa alla commercializzazione dei prodotti editoriali, unitamente a supporti integrativi (videocassette, dischi, CD etc.) o ad altri beni.

La nuova normativa andrà in vigore dal 1 gennaio 1998.

Per quanto concerne la cessione congiunta di prodotti editoriali con supporti integrativi od altri beni, il nuovo testo conferma l'applicazione dello speciale regime monofase (IVA pagata all'origine dall'Editore), ma ammette soltanto il metodo di calcolo basato sul numero di copie effettivamente vendute, escludendo il metodo basato sulla forfettizzazione della resa.

Inoltre prevede il calcolo di una aliquota IVA specifica relativa al bene ceduto insieme al prodotto editoriale puro, qualora il prezzo di costo (per l'editore) di questo bene superi il 50% del prezzo della confezione finale.

L'Accordo Economico Nazionale (art. 9) prevede il calcolo della percentuale di sconto spettante ai giornalai (cioè l'aggio pari al 19% o al 24%) sul prezzo defiscalizzato.

Il prezzo defiscalizzato, sulla base di accordi stipulati tra la FIEG e le Organizzazioni dei giornalai, in data 4 marzo 1994 e 21 maggio 1996 è fissato attualmente al 98% del prezzo di vendita al pubblico.

Poiché è mutata la disciplina IVA, la FIEG comunica che, a partire dal 1 gennaio 1998, le pubblicazioni saranno cedute ai rivenditori con un prezzo defiscalizzato così definito:

  • 98% dal prezzo di vendita al pubblico per i prodotti editoriali non interessati alle innovazioni in materia fiscale previste all'art. 6 da Decreto Legislativo n. 313 del 2 settembre 1997 (giornali e periodici senza alcun supporto integrativo),
  • 96% del prezzo di vendita al pubblico per le cessioni congiunte di prodotti editoriali con supporti integrativi o altri beni, nei confronti dei quali il calcolo dell'IVA, (IVA pari al 4%, versata alla fonte) è basato sul numero delle copie effettivamente vendute,
  • Se fosse necessario, il calcolo di una aliquota IVA speciale legata al tipo di prodotto commercializzato, più precisamente determinato in base al bene venduto congiuntamente al prodotto editoriale, le Aziende editoriali comunicheranno di volta in volta - direttamente o tramite i distributori locali - la testata delle pubblicazioni soggette a regime IVA speciale, segnalando sulla bolla destinata alla rivendita la percentuale del prezzo defiscalizzato sulla quale calcolare l'aggio del rivenditore.

Come FENAGI, assieme alle altre Organizzazioni dei rivenditori, presenteremo immediatamente alla FIEG le seguenti osservazioni:

  1. Accordo sulla definizione del prezzo defiscalizzato pari al 98% del prezzo di vendita dei prodotti non interessati alle nuove norme.
  2. Approfondimento (ed eventuali modifiche) rispetto alla definizione del prezzo defiscalizzato pari al 96% del prezzo di vendita, per i prodotti interessati alla nuova normativa (tra l'atro il coefficiente preciso sarebbe pari al 96,154% del prezzo di vendita).
  3. Rispetto alla definizione di un prezzo defiscalizzato definito sulla base di una speciale aliquota IVA, richiediamo una attenta verifica della tipologia dei prodotti soggetti a questa disciplina. (Infatti se per caso l'IVA fosse al 20% il prezzo defiscalizzato sarebbe 83,3% del prezzo di copertina!! (con il danno che ne consegue !!).

Abbiamo ritenuto importante fornirvi per tempo queste informazioni preliminari, in modo che gli uffici contabili siano messi in condizione di operare correttamente rispetto alle modifiche della normativa a partire dal 1 gennaio 1998.

Vi segnaleremo tempestivamente gli esiti dell'incontro richiesto alla FIEG su tale questione.


Riportiamo, per maggiore chiarezza e precisione, la nota tecnica redatta dal Dott. Valerio Serafinelli Ufficio Tributario Confesercenti Nazionale.

Riordino del settore editoriale iva.

Modifica normativa.

L'art. 6 del decreto legislativo 2.9.97 n..313 pubblicato nel supplemento ordinario n. 188 alla Gazzetta Ufficiale N. 219 del 19/09/97 modifica, con decorrenza 1/1/1998, il settore editoriale.

In particolare nell'articolo 74, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, la lettera c) viene sostituita come segue: "c) per il commercio di giornali quotidiani, di periodici, di libri, dei relativi supporti integrativi e di cataloghi, dagli editori sulla base del prezzo di vendita al pubblico, in relazione al numero delle copie vendute. L'imposta puo' applicarsi in relazione al numero delle copie consegnate o spedite, diminuito a titolo di forfettizzazione della resa del 53 per cento per i libri e del 60 per cento per i giornali quotidiani e periodici, esclusi quelli pornografici e quelli ceduti unitamente a supporti integrativi o ad altri beni. Per periodici si intendono i prodotti editoriali registrati come pubblicazioni ai sensi della legge 8 febbraio 1948, n. 47, e successive modificazioni. Per supporti integrativi si intendono i nastri, i dischi, le videocassette e gli altri supporti sonori o videomagnetici ceduti, anche gratuitamente, in unica confezione, unitamente a giornali quotidiani, periodici e libri a condizione che i beni unitamente ceduti abbiano prezzo indistinto e che il costo dei supporti integrativi non sia superiore al cinquanta per cento del prezzo della confezione stessa. Qualora non ricorrano tali condizioni, l'imposta si applica con l'aliquota del supporto integrativo. La disposizione di cui al primo periodo della presente lettera c) si applica anche se i giornali quotidiani, i periodici ed i libri sono ceduti unitamente a beni diversi dai supporti integrativi, con prezzo indistinto ed in unica confezione, sempreché il costo del bene ceduto, anche gratuitamente, congiuntamente alla pubblicazione non sia superiore al cinquanta per cento del prezzo dell'intera confezione; se il costo del bene ceduto, anche gratuitamente, congiuntamente alla pubblicazione e' superiore al dieci per cento del prezzo dell'intera confezione, l'imposta si applica con l'aliquota di ciascuno dei beni ceduti. I soggetti che esercitano l'opzione per avvalersi delle disposizioni della legge 16 dicembre 1991, n.398, applicano, per le cessioni di prodotti editoriali, l'imposta in relazione al numero delle copie vendute, secondo le modalità previste dalla predetta legge."


Commento.

Per il commercio di giornali quotidiani, di periodici, di libri, dei relativi supporti integrativi e di cataloghi, è stabilito che l'iva venga assolta dagli editori sulla base del prezzo di vendita al pubblico, in relazione al numero delle copie vendute. L'imposta può applicarsi in relazione al numero delle copie consegnate o spedite, diminuito a titolo di forfetizzazione della resa del 53 per cento per i libri e del 60 per cento per i giornali quotidiani e periodici, esclusi quelli pornografici e quelli ceduti unitamente a supporti integrativi o ad altri beni.

Il legislatore ha finalmente definito dal punto di vista fiscale il concetto di prodotto editoriale e di supporto integrativo. Per prodotti editoriali vanno perciò intesi quelli registrati come pubblicazioni ai sensi della legge, n. 47/48, mentre per supporti integrativi vanno intesi i nastri, i dischi, le videocassette e gli altri supporti sonori o videomagnetici ceduti, anche gratuitamente, in unica confezione, unitamente a giornali quotidiani, periodici e libri a condizione che i beni unitamente ceduti abbiano prezzo indistinto e che il costo dei supporti integrativi non sia superiore al cinquanta per cento del prezzo della confezione stessa. Qualora non ricorrano tali condizioni, l'imposta va applica con l'aliquota del supporto integrativo. Se, invece, il costo del bene ceduto, anche gratuitamente, congiuntamente alla pubblicazione è superiore al dieci per cento del prezzo dell'intera confezione, l'imposta va applica con l'aliquota di ciascuno dei beni ceduti.

Con le modifiche apportate all'art.74, primo comma, lettera c), del D.P.R. n. 633/72 iva non vengono tuttavia alterati i caratteri essenziali del particolare regime dell'imposta sul valore aggiunto previsto per il commercio dei prodotti editoriali, il quale resta caratterizzato da un sistema monofasico di corresponsione dell'imposta da parte di un unico soggetto passivo, l'editore, calcolata sul prezzo finale di vendita al pubblico.

La nuova formulazione intende dare soluzione ad alcune specifiche problematiche emergenti dall'applicazione della disciplina attualmente vigente, eliminando le incongruenze che hanno dato adito a fenomeni distorsivi della concorrenza e anche a casi di elusione fiscale.

Passando ad illustrare le singole modifiche apportate, si osserva innanzitutto che, per ragioni di chiarezza, è stato espressamente indicato il soggetto passivo del tributo, precisando che l'imposta è dovuta dagli editori. Per editore deve intendersi, in linea generale, l'operatore che intraprende l'iniziativa economica editoriale.

Dall'ambito oggettivo di applicazione, sono state apportate alcune modifiche formali nella definizione dei beni cui si applica il regime speciale per l'editoria, premettendo alla parola "quotidiani" il termine "giornali ", alle parole " supporti integrativi' l'aggettivo "relativi". e aggiungendo inoltre la parola "cataloghi".

Sono state poi apportate rilevanti modifiche di carattere sostanziale alla disciplina delle cessioni dei supporti integrativi e delle cessioni congiunte di pubblicazioni con altri beni anche a titolo gratuito.

Infatti, mentre nell'attuale sistema si considerano supporti integrativi "i nastri, i dischi, le videocassette ed altri supporti sonori o videomagnetici, ceduti, per un prezzo indistinto ed in unica confezione, unitamente a giornali quotidiani, libri e periodici, a condizione che il costo del supporto non sia superiore ai tre quarti del predetto prezzo di vendita al pubblico, la norma proposta riduce l'ammontare del rapporto tra costo del supporto e prezzo della confezione al 50 per cento.

La modifica tende ad attenuare le discrasie che l'attuale disposizione fiscale presenta rispetto alle norme sul commercio, le quali stabiliscono che la vendita al pubblico, in un'unica confezione e ad un unico prezzo, è consentita per prodotti appartenenti a tabelle merceologiche diverse, nell'esercizio che abbia nella propria tabella merceologica il prodotto che rispetto agli altri della confezione risulti di valore pari ad almeno i tre quarti del prezzo della confezione medesima.

Tale rapporto non è stato, tuttavia, pienamente trasfuso nella normativa fiscale la quale, con intento agevolativo, ha mantenuto il raffronto tra il costo del supporto integrativo e il prezzo di vendita della confezione, anziché quello tra il valore di mercato del supporto e il prezzo della confezione, come richiesto dalle disposizioni sul commercio, e ha stabilito, come misura di tale rapporto, quella del 50 per cento. Qualora il rapporto costo/prezzo non sia nei termini previsti, o non ricorrano le altre condizioni stabilite (prezzo indistinto e unica confezione), venendo meno l'elemento identificativo del "supporto integrativo", si applica l'aliquota prevista per quest'ultimo, ferma restando l'applicazione del regime monofasico.

Per quanto riguarda, invece, le cessioni congiunte di giornali quotidiani, periodici e libri unitamente ad altri beni, è previsto che il regime speciale si applichi a condizione che il costo di questi ultimi non sia superiore al cinquanta per cento del prezzo dell'intera confezione.

Pertanto, qualora il rapporto costo/prezzo superi tale limite, le predette cessioni fuoriescono dal regime monofasico e devono essere assoggettate all'iva nei modi ordinari.

E' anche previsto che alle cessioni di pubblicazioni effettuate congiuntamente ad altri beni può applicarsi l'aliquota del 4 per cento, qualora le stesse siano effettuate per un prezzo indistinto ed in un unica confezione ed il costo del bene ceduto congiuntamente non sia superiore al 10 per cento del prezzo dell'intera confezione.

Qualora non ricorrano tali condizioni, l'imposta si applica con l'aliquota di ciascuno dei beni ceduti congiuntamente.

Pertanto, le cessioni congiunte di pubblicazioni con altri beni il cui costo sia superiore al 10 per cento ma non superiore al 50 per cento del prezzo dell'intera confezione, pur rientrando nel regime speciale dell'editoria, l'imposta si applica con 1'aliquota di ciascuno dei beni ceduti congiuntamente.

Come in precedenza evidenziato, altre importanti modifiche alla normativa attuale concernono l'applicazione della resa forfetaria.

Secondo la disposizione di carattere generale, la base imponibile dell'iva, per la cessione dei prodotti editoriali, è costituita dal numero delle copie effettivamente vendute dall'editore. Il diverso sistema di determinazione della base imponibile mediante forfetizzazione della resa può applicarsi, per le cessioni di giornali quotidiani e periodici, diversi da quelli pornografici e da quelli ceduti unitamente a supporti integrativi, nella misura del 60 % e per i libri, esclusi quelli pornografici e quelli ceduti congiuntamente a supporti integrativi o ad altri beni, nella misura del 53%.

Restano quindi individuate le seguenti fattispecie nelle quali non può applicarsi la percentuale forfetaria della resa:

a) cessioni congiunte di pubblicazioni con beni appartenenti alla categorie merceologica dei supporti integrativi o con altri beni;

b) cessioni di pubblicazioni pornografiche e di cataloghi;

c) cessioni di pubblicazioni da parte di associazioni sportive dilettantistiche e di proloco che svolgono attività editoriale, le quali, a seguito di opzione per l'applicazione del regime di favore previsto dalla legge, n.398/91, determinano forfetariamente la detrazione dell'imposta nella misura di due terzi ai sensi dell'art. 74, quinto comma del D.P.R. n.633/72.

Nelle ipotesi di cui alla lettera a), l'applicazione della resa forfetaria rappresenterebbe un indubbio vantaggio fiscale produttivo di effetti discorsivi della concorrenza in relazione alle cessioni di analoghi prodotti, ceduti disgiuntamente da quelli editoriali, attraverso i propri canali di commercializzazione, per le quali l'imposta si applica in relazione all'intera base imponibile.

Circa l'ipotesi di cui alla lettera b), la mancanza di un contenuto essenzialmente culturale del prodotto editoriale, per il legislatore non giustifica l'applicazione della misura agevolativa costituita dalla forfetizzazione della resa.

Nell'ipotesi di cui alla lettera c), trattandosi di soggetti che, avendo esercitato l'opzione per avvalersi delle disposizioni della legge n.398/91, determinano forfetariarnente l'imposta nella misura di un terzo di quella determinata con le modalità dell'art.74, quinto comma, del D.P.R. n.633/72, il legislatore ha ritenuto di escludere l'applicazione di un'ulteriore forfetizzazione in relazione alla determinazione della base imponibile; pur mantenendo, per esigenze di semplificazione, per le cessioni di prodotti editoriali effettuate dalle suddette associazioni, l'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto secondo le modalità previste dalla menzionata legge n.398/91.