lunedì , 25 Ottobre 2021

Confesercenti: “2014 è ancora anno nero: saldo tra aperture e chiusure negativo per 35mila imprese”

giornalaioLe previsioni dell’osservatorio sulle imprese: nel 2015-2017 è attesa inversione di tendenza, ma sarà soprattutto il turismo a trainare la ripresa

Nei prossimi anni rinascita dei piccoli negozi alimentari, boom di eCommerce e commercio alternativo. Crollano i non specializzati. Bussoni: futuro è di chi innova, serve più formazione

Per il commercio ed il turismo, il 2014 è un altro anno di crisi. Secondo le nostre stime, nei due settori tra gennaio e dicembre hanno chiuso 91.975 imprese, a fronte di 56.677 nuove aperture, per un saldo finale negativo di 35.298 attività. E le imprese che aprono hanno una vita sempre più breve: la percentuale di quelle che cessano l’attività dopo 3 anni è ormai sopra il 40%, mentre nel 2000 era sotto il 30%.

Tab.1 : saldi tra aperture e chiusure di imprese. Stima anno 2014 e previsioni 2015-2017

Settore

Stima 2014

Previsioni 2015-2017

Aperture

Chiusure

Saldo

Saldo

Commercio

39.713

63.222

-23.509

+4.778

Turismo

16.964

28.753

-11.789

+27.765

TOTALE

56.677

91.975

-35.298

+32.543

Fonte: elaborazioni su dati Osservatorio Confesercenti su Commercio e Turismo

Nonostante l’ennesimo bilancio negativo, si intravedono segnali di miglioramento: a partire dal prossimo anno si assisterà a un’inversione di tendenza e ad un lento ripopolamento del tessuto imprenditoriale. Tra il 2015 ed il 2017, secondo le nostre proiezioni – elaborate sulla base dello storico degli andamenti bimestrali – il numero di imprese attive di commercio e turismo tornerà ad aumentare, con un incremento di 32.543 unità. Ma ci restituirà un quadro profondamente mutato rispetto a quello precedente alla crisi, con una crescita delle nuove imprese concentrata soprattutto nel comparto turismo (+27.765).

L’anno trascorso: bilancio di nati-mortalità di imprese nel 2014

Lo scenario: spesa stagnante e boom degli sconti: in promozione quasi 1 prodotto su 3

Durante l’anno i consumi delle famiglie sono stati praticamente uguali a quelli del 2013, con una crescita di appena lo 0,2%. Si è trattato, insomma, di un altro anno di difficoltà: secondo un sondaggio condotto da Confesercenti con SWG, anche nel 2014 è continuata la spending review delle famiglie, con il 92% degli italiani che ha dichiarato di aver ridotto qualche capitolo di spesa. Le imprese si sono difese con le promozioni: le ha praticati l’83%, per uno sconto medio del 27%. In totale, secondo le nostre stime, nel 2014 la pressione promozionale (la quota di prodotti in offerta sul totale) ha raggiunto il 30%. Nel 2007 era il 22,4%.

Tab.2 : pressione promozionale, 2007-2014

2007

2008

2009

2010

2011

2012

2013

2014

Pressione promozionale

22,4%

22,7%

24,4%

25,9%

26,4%

27,0%

28,7%

30%

Fonte: elaborazione Confesercenti su dati Nielsen

Commercio

Durante il 2014 si è assistito al proseguimento del trend negativo, con un saldo tra aperture e chiusure negativo per oltre 23.500 imprese. A trascinare in rosso il bilancio è il commercio al dettaglio in sede fissa, in profonda sofferenza: durante l’anno le chiusure (49.517) sono state più del doppio delle aperture (23.005). Positivo, invece il saldo delle imprese su area pubblica: banchi e bancarelle registrano un incremento di 2.824 attività. Bene anche la vendita al di fuori di banchi e negozi – eCommerce, ma anche vendita porta a porta e tramite distributori automatici – che chiude il 2014 con 179 imprese in più.

Tab.3 saldi tra aperture e chiusure di imprese nel commercio al dettaglio – anno 2014

Settore di attività

Aperture

Chiusure

Saldo

Commercio al dettaglio in sede fissa

23.005

49.517

-26.512

Commercio al dettaglio su area pubblica

14.573

11.749

+2.824

Commercio al dettaglio al di fuori di banchi, negozi e mercati

2.135

1.956

+179

Totale

39.713

63.222

-23.509

Fonte: elaborazioni su dati Osservatorio Confesercenti su Commercio e Turismo

La crisi dei negozi tradizionali investe più o meno tutti i comparti: saldi negativi sia per gli esercizi specializzati in prodotti alimentari (-3.277) che in No Food (-23.285). In particolare, continuano le difficoltà del reparto moda: oltre 1 chiusura su 4 è di un negozio di abbigliamento, tessili o accessori (-6.924).

Tab.4 saldi tra aperture e chiusure di imprese nel commercio al dettaglio IN SEDE FISSA – anno 2014

Comparto

Aperture

Chiusure

Saldo

Alimentari

4.219

7.446

-3.227

Non alimentari

18.786

42.071

-23.285

di cui Abbigliamento

5.003

11.927

-6.924

Totale

39.713

63.222

-23.509

Fonte: elaborazioni su dati Osservatorio Confesercenti su Commercio e Turismo

Turismo

Anche per il turismo il 2014 è stato un altro anno da dimenticare. Il settore, che riunisce le attività dell’alloggio, della ristorazione e del servizio bar, perde complessivamente 11.789 imprese, risultato di quasi 17mila nuove aperture e oltre 28mila chiusure.

Tab.5 saldi tra aperture e chiusure di imprese nel turismo – anno 2014

Settore di attività

Aperture

Chiusure

Saldo

Alloggio

1.141

1.998

-857

Ristorazione

8.329

13.842

-5.513

Bar

7.494

12.913

-5.419

TOTALE

16.964

28.753

-11.789

Fonte: elaborazioni su dati Osservatorio Confesercenti su Commercio e Turismo

Le prospettive: stime dei saldi di natimortalità per il triennio 2015-2017

Lo scenario: rinasce il servizio di vicinato ‘alimentare’, boom dei servizi e dell’eCommerce

La crisi del mercato interno è in fase di esaurimento, ma sarà difficile tornare rapidamente ai livelli di consumi delle famiglie precedenti alla crisi: tra il 2015 e il 2017 i consumi finali nazionali saliranno dell’1,8%, contro un calo registrato, tra il 2012 e il 2014, del 5,8% . Alcuni dei mutamenti intervenuti durante la fase peggiore della recessione sembrano essere ormai strutturali: è il caso della spesa degli italiani, che si indirizzerà sempre di più ai servizi e agli acquisti via web. Soprattutto per quanto riguarda l’eCommerce: nell’ipotesi di mantenimento dei trend recenti, si stima che nel 2017 la maggioranza dei navigatori acquisterà prodotti e/o servizi online. Ma il boom del web non spazzerà via il commercio tradizionale: se gli esercizi non specializzati crolleranno, i negozi alimentari vivranno una vera e propria rinascita.

Commercio

Nei prossimi anni le imprese del commercio al dettaglio torneranno ad aumentare, dopo tre anni di saldi negativi: nel 2017 saranno 4.778 in più rispetto a quest’anno. La crescita non sarà però omogenea. Aumenteranno soprattutto le forme di commercio alternative al negozio tradizionale:  da qui al 2017 si stima un vero e proprio boom del commercio ambulante, con 11.769 imprese in più. Andranno bene anche le imprese attive nel commercio al di fuori dei negozi, banchi e mercati, dove ci aspettiamo oltre 4.800 attività (+4,2%)  in più nel 2017. Una crescita minore investirà anche il settore del commercio alimentare: nel 2017 ci saranno 1.376 imprese in più.
Per quanto riguarda i settori in ‘rosso’, in generale, assisteremo al proseguimento della crisi degli esercizi non specializzati
, che perderanno più 3.038 imprese. Male anche gli specializzati in prodotti per uso domestico, in calo di 5.516 unità. Perdite previste pure per lo specializzato in abbigliamento e calzature, con -3.105 esercizi.

Tab.6 previsione saldi tra aperture e chiusure di imprese nel Commercio al dettaglio 2015-2017

Comparto

Saldo

Commercio al dettaglio su area pubblica

+11.769

Commercio al di fuori di banchi, negozi e mercati

+4.805

Commercio al dettaglio in sede fissa

-11.796

di cui esercizi non specializzati

-3.038

di cui esercizi specializzati in prodotti alimentari, bevande e tabacco

+1.376

di cui esercizi specializzati in carburante e autotrazione

-643

di cui esercizi specializzati in apparecchiature informatiche e ICT

+880

di cui esercizi specializzati in prodotti per uso domestico

-5.516

di cui esercizi specializzati in articoli culturali e ricreativi

-1.750

di cui esercizi specializzati in altri prodotti

-3.105

Totale

+4.778

Fonte: elaborazioni su dati Osservatorio Confesercenti su Commercio e Turismo

Turismo

Decisamente più favorevoli le previsioni per il turismo, un settore su cui puntare: dati di crescita complessiva da oggi al 2017 di quasi 28 mila unità corrispondenti a una variazione del +2,2%. In particolare le previsioni appaiono positive per la somministrazione, sia in termini assoluti (+25 mila unità) sia relativi (+2,2%). Sono buone anche le previsioni per la ricettività: +2.700 unità per un incremento ipotizzabile dell’1,8%.

Tab.6 previsione saldi tra aperture e chiusure di imprese nel Commercio al dettaglio 2015-2017

Comparto

Saldo

Alloggio

+2.706

Ristorazione e servizio Bar

+25.059

Totale

+27.765

Fonte: elaborazioni su dati Osservatorio Confesercenti su Commercio e Turismo

Confesercenti: “Futuro è di chi sa innovare, gli imprenditori non temano il web. Serve più sostegno alla formazione”

“Nonostante i rischi di ricaduta – spiega Mauro Bussoni, Segretario Generale di Confesercenti – “la fase peggiore della crisi dovrebbe essere superata. Le nostre previsioni, elaborate sulla base dell’analisi degli andamenti recenti, suggeriscono per i prossimi due anni uno scenario di progressivo, seppure lento, ‘ripopolamento delle imprese’. A sopravvivere, però, sarà solo l’impresa che saprà cogliere i mutamenti del mercato interno. L’influenza dei progressi tecnologici sui nostri settori, ormai, non può più essere negata. Non potranno esistere, nel prossimo futuro, imprese che fanno a meno di internet. L’ondata di innovazione non va contrastata, ma cavalcata. In primo luogo liberandosi dell’idea che possa spazzare via i nostri settori: gli esercizi di vicinato rimarranno, e per alcune tipologie forse saranno ancora più diffusi di oggi”.
“Gli imprenditori, però – conclude Bussoni – dovranno avere requisiti culturali e conoscitivi di cui, oggi, la stragrande maggioranza non dispone. Per questo dobbiamo concentrarci sulla preparazione: il Governo deve intervenire per garantire un maggior sostegno alla formazione imprenditoriale, con l’obiettivo di introdurre modelli culturali moderni e creare una classe di imprenditori in grado di rispondere alle sfide di oggi, facendo leva sulla qualità del servizio e dell’innovazione”.